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venerdì 17 maggio 2013

CIAO....MAURO!!!

Il 13 Maggio di quest'anno il mondo del Cicloturismo ha perso davvero una figura importante: Mauro Talini. Una persona dolce, profonda con tanta voglia di vivere e di mettersi in gioco con la sua bici non ostante fosse insulino dipendente. Non ci sono parole che possano descrivere il dolore e il dispiacere per l'evento se non la vicinanza alla famiglia.


"La Toscana - ha commentato il presidente della Regione Enrico Rossi - ha perso un ciclista sui generis: un ciclista per passione che viaggiava in solitaria per il mondo, per dimostrare che il diabete, la malattia di cui soffriva, non era un limite e che lo sport può aiutarti superare le sfide della vita".

"Un dolore grandissimo - ha dichiarato il sindaco di Massarosa, Franco Mungai. Mauro  era e rimarrà sempre un esempio di  tenacia, fede e  altruismo  per tutti noi . Non ci sono parole per descrivere quello che  questa notizia ha provocato nei nostri cuori. La sola consolazione è che Mauro sia  morto realizzando i suoi nobili ideali di aiutare i bambini bisognosi e  di trasmettere il messaggio che il diabete non è un limite".



                                                      CIAO MAURO E GRAZIE DI TUTTO

domenica 5 maggio 2013

CAMBIO CAMPAGNOLO SPORT

Se tra le mani vi dovesse capitare una vecchia bici con questa tipologia di cambio, non buttatelo via anche se mal messo. Questo è stato uno dei primi cambi degli anni 40/50 a parallelogrammi mobili e registrabili. Quel deragliatore a codino spesso si piega o, come nel mio caso, và su e giù dando non pochi problemi nel cambio delle marce e un accentuato rumore di catena. Ci tengo a premettere che la rotella non è in materiale plastico, e il deragliatore forcellino è molto robusto e facilmente lavorabile. Smontare questo tipo di cambio è molto semplice e non si rischia di perdere viti o sfere.Andiamo quindi a svitare la viti esagonale posta sul supporto che tiene il cambio e sfilando il perno, possiamo sfilare la molla posta all'interno, la puliamo con del petrolio e la ingrassiamo.Dopo aver staccato il cavo del cambio, passiamo a svitare la rotella in acciaio che laveremo e ingrasseremo. Laviamo il cambio mettendolo in un contenitore con un pò di petrolio bianco lasciandolo in ammollo almeno 5 minuti, dopodichè lo asciughiamo e lo ingrassiamo. Il problema ora è rimontare il cambio, spesso queste bici hanno la catena più corta e più grossa. La sequenza per non impazzire è la seguente: centriamo lo spinotto della molla del cambio rispetto al foro sul supporto, rimontiamo il filo,rimontiamo il forcellino deragliatore. Quest'ultimo ha una sede dove si deve bloccare quando serriamo la vite della rotella catena, qualora dovesse dondolare vuol dire che la vite è lenta e la linguetta è fuori sede. Registriamo il cambio e facciamo un giro di prova.

lunedì 4 marzo 2013

TEKNO BICI: Il canotto sella ammortizzato

TEKNO BICI: Il canotto sella ammortizzato: Le biciclette da cicloturismo sono biciclette non necessariamente molto leggere. La mia pesa 16 kg e qualcuno, così su due piedi, direbb...

giovedì 31 gennaio 2013

Problemi di frenatura sulle vecchie bici

Personalmente possiedo una Morando, come accennato in altri post, che mipiace tantissimo le sono molto affezzionato, unico problema frena poco e quando piove quasi per niente. Capisco che su una bici del 1965 è una cosa che può accadere, ma proprio il mio legame a questa bici che mi ha spinto a cercare una soluzione.

Per cominciare lavoreremo la parte del cerchione dove i tacchetti fanno attrito con della carta vetrata in modo da rendere poroso il cerchione e poter aumentare l'attrito, certo con un pò di pazienza ci vorrebbe un punzone con il quale poter ribattere tutti i buchini presenti sul bordo del cerchione, lavoro lungo e che richiede molta pazienza.

Secondo passo è evitare l'oscillazione delle pinze dei freni, che solitamente comporta una perdita di efficenza sull'effetto della frenata. Un sistema da me adottato è mettere due piccole fascette di plastica che girando intorno alla forcella tenendo serrate le ganascie migliorando notevolmente la qualità delle frenatura. Per migliorare lo scorrimento all'indietro delle fascette in questione vi consiglio di mettrci un pochino di grasso.

Idee originali per poter continuare ad usare le nostre vecchie bici.

sabato 26 gennaio 2013

Per chi vuole iniziare ad andare sulla bici da corsa

Non ostante il mal tempo, nelle strade della provincia di Torino non mancano mai i ciclisti con le loro variegate bici da corsa, coperti con il materiale più tecnico ma spediti sulle loro biciclette che si arrampicano sulle salite più impegnative. Personalmente gli stili del ciclismo li avevo praticati tutti senza però tentare questa disciplina fatta come di tutte le altre delle sue regole. Il problema è che accostarsi a questa disciplina vuol dire acquistare delle biciclette che costano qualche soldino, volendo prendere qualcosa di affidabile, spesso questo tasto ci demotiva rimanendo così sulle nostre solite strade. Anche in questo caso Decathlon ci viene incontro proponendoci una bici da corsa ad una cifra decisamente abbordabile: B-Twin modello Triban 3 costo 379,00 euro. Come tutti i prodotti non abbiamo la possibilità di scegliere un colore e una personalizzazione anche se quella offerta è già sostanzialmente accattivante. Il telaio in alluminio ha il peso medio delle biciclette da corsa con una buona geometria, la forcella in carbonio anche se le saldature sono grossolane e un pochino stonano. Ottima la meccanica dei freni anche se il cambio Shimano Sora non è il massimo nei passaggi e nelle salite, ma con un pò di dimestichezza ci permette di fare tutto senza deludere. Ottimo il rapporto qualità prezzo, movimento centrale commerciale che ho già avuto modo di testare su altre bici come molto affidabile. Per iniziare a scaldare le gambe un'ottimo prodotto per poi decidere di apportare delle modifiche o passare a un gradino decisamente superiore.

domenica 25 novembre 2012

A Washington ferma bici da ufficio

Arte di strada a disposizione della bicicletta. L'amministrazione di Washington ha indettoun  anno fà un concorso per scegliere una soluzione di impatto visivo oltre che di utilizzo pratico per il parcheggio delle biciclette in alcuni degli snodi più trafficati del centro cittadibno. Cinquanta i designer che si sono cimentati in gara, i vincitori Kaylin e Kyle Bancroft, con le loro clip art, hanno interpretato con ironia e pertinenza l'input dei giurati: invitare gli uomini d'affari dell'area a spostarsi da casa in ufficio utilizzando la bicicletta. Un'idea originale, simpatica utile e funzioanle. 
Peccato che in Italia un'idea del genere non è venuta nessuno....

sabato 17 novembre 2012

LA FIAB VICINA ALLA VICENDA DI ALTEA

Riporto a tutti Voi una mail mandatami da un carissimo amico della Federata Fiab di Torino, Bici e dintorni, che trovo molto significativa:


Gentili amici,

con molta tristezza, dolore e rabbia, trasmettiamo il comunicato che la
FIAB onlus - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, tramite il
responsabile FIAB nazionale alla Sicurezza Edoardo Galatola, ha diffuso in
relazione all'ennesimo dramma della follia automobilistica, avvenuto
domenica 11 novembre a Casalmaiocco, con una ragazza di 17 anni in
bicicletta travolta e barbaramente uccisa da un SUV sulla strada
provinciale Sordio-Bettola.
*Quanto accaduto ieri va oltre il dolore, la rabbia e ogni possibilità di

sopportazione.
È lo scontro tra due visioni del mondo: da un lato un gruppo di scout in
bicicletta, portatori di un gioioso rispetto per l'ambiente e il
territorio, dall'altro il conducente di un mezzo, incongruentemente
sovradimensionato, che potremmo definire un blindato, che non rispetta
limiti di velocità, padrone della strada e sorpreso per la presenza di
"ostacoli umani" che ne intralciano il percorso.

Sono due visioni del mondo antitetiche. Non si tratta di mostri
occasionali, che possono tranquillizzarci dell'eccezionalità del caso:
fanno invece parte di una assurda, patologica quotidianità che molti
considerano normale. Le migliaia di morti che ogni anno si verificano sulle
nostre strade, in particolare tra pedoni e ciclisti, sono vittime di una
tragica normalità. Ci sono responsabilità. E molto gravi.

Responsabilità nel tollerare mezzi incompatibili con le strade che
percorrono; responsabilità nel considerare i limiti di velocità come
"opzionali" e nel non perseguirne sistematicamente la violazione;
responsabilità nel punire blandamente o addirittura non punire affatto
comportamenti palesemente criminali.

È infatti veramente difficile non riconoscere in questa ennesima tragedia
stradale la fattispecie di Omicidio Volontario, fondata sul "dolo
eventuale" di chi "pone in essere una condotta sapendo che vi sono serie
probabilità che essa produca un evento integrante un reato, e ciononostante
accetta il rischio che tale evento si verifichi".

Se quindi il modello di riferimento che vogliamo è quello di città e paesi
in cui la vita conta poco, un mondo in cui le responsabilità non esistono e
la strada è "off-limits" per le persone e va percorsa con mezzi blindati
che non rispettano le regole (in questo caso, i limiti di velocità),
possiamo continuare a far finta di nulla, e magari persino colpevolizzare
chi usa la bicicletta anziché starsene chiuso in casa.

Se invece vogliamo ritornare nel consesso europeo allora dobbiamo dire con
forza da che parte stiamo, trovare inaccettabile quanto successo, punire i
criminali, far rispettare i limiti di velocità sempre, senza sciocchi
buonismi, ringraziare questi ragazzi per il loro messaggio di speranza e
futuro e chiedere che almeno Altea non sia morta invano.

La FIAB sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel
procedimento penale che sarà aperto per questo omicidio. Ma tutti devono
prendersi le loro responsabilità per cercare di cambiare, di fare in modo
che questa guerra sulle strade abbia finalmente termine!

Addio Altea. Con strazio ti chiediamo scusa per non essere riusciti a
impedire questa tragica conclusione per la tua giovane vita.

Il responsabile nazionale sicurezza FIAB, Edoardo Galatola
Il consiglio Direttivo di Ciclodi-FIAB
*
Vi prego di diffonderla. Grazie!

lunedì 5 novembre 2012

Nuovi prodotti : MICHELIN un marchio che stupisce

Qualche settimana fà ho avuto problemi ai miei vecchi copertoni, montati sulla mia bici da viaggio. Ormai erano consumati e decisamente poco affidabili, senza contare che non essendo di marca avevano già egregiamente fatto il loro dovere. Montavo un copertone da 38 di larghezza e visto che non avevano mai avuto una grande tenuta di strada,ero orientato a prendere uno pneumatico leggermente più grande. Invece mi sono buttato su uno pneumatico più piccolo un 35  ma con caratteristiche tecniche che mi hanno affascinato : MICHELIN PILOT TRACKER . Inizialmente ero un pò titubante ma più lo provavo e più lo stressavo e più mi sono convinto dell'acquisto. Questo pneumatico ha una massima protezione sia in città che su sentiero, decisamente affidabile con una mescola che non perde elasticità anche con le condizioni climatiche più avverse, tecnologia Protek Max ovvero tripla protezione antiforatura sia sulla parte del battistrada da 5 mm che di 1 mm sui lati del copertoni rendendolo antiforatura a tutti gli effetti, un bellissimo disegno scorrevole con direzionalità e drenaggio contro la pioggia. Presente doppia banda catarifrangente sulle spalle, tipiche e indispensabili per i copertoni per bici da cicloturismo. Non ostante la larghezza ridotta la mescola si comporta senza far perdere stabilità alla bicicletta anche sulle strade più accidentate.
Vi consiglio vivamente di spendere qualcosina in più ma di avere una stabilità senza eguali.

Per approfondire sui vari prodotti vi lascio questo link : http://www.michelin.it/bicicletta/

lunedì 29 ottobre 2012

L'essenza del Cicloturista : Sara Rubatto

Durante una delle lezioni ai corsi di ciclomeccanica che teniamo al giovedì, presso la Ciclofficina Popolare del Cecchi, mi capitò di conoscere questa ragazza. Nutriva per quello di cui si parlava, una profonda attenzione e tutto quello che dicevamo era per lei una risposta a un interrogativo in sospeso. Mi chiedevo come facesse una ragazza con un'aspetto così estroverso a nutrire un così maturo interesse. Con molta semplicità ed umiltà formulava sempre domande molto mirate e si rendeva disponibile a sporcarsi le mani pur di imparare. Parlando ho scoperto che in realtà Sara, questo è il suo nome, ha un passato da cicloviaggiatrice non da poco. Si definisce un'autodidatta ed effettivamente lo è, ma sopratutto ha una voglia di vivere e di imparare che affascina.
Riporto di seguito un'intervista fatta a Sara Rubatto da Alessandro Micozzi di amicoinviaggio.it:


Sono una ragazza torinese di 33 anni che, all’apice di una carriera agonistica nel nuoto, ha dovuto lottare con una malattia cardiaca la cui diagnosi portava ad un trapianto cardiaco.
Questo periodo di vita, ha non solo interrotto la mia carriera nel nuoto agonistico ma mai scorderò a vita le parole dei medici: “non potrai più nemmeno fare 20 metri di corsa”.
Sono stati anni difficili e quasi interminabili, di lotte continue con me stessa e di sogni infranti. Ma, un giorno compresi che: “non tutto viene per nuocere” .
Questa difficile parentesi di vita mi ha fatto molto riflettere ed ho deciso di cambiare completamente il mio cammino di vita. Ne sono uscita più forte di prima e senz’altro più consapevole di quello che la vita mi chiede. Ho deciso così di dedicarmi al mio prossimo più bisognoso avendo conosciuto in questi anni difficili il pensiero e la vita di Madre Teresa.
Sono questi anni in cui ho riscoperto quella Fede che credevo perduta dopo la morte di mio papà e dopo la mia malattia: una Fede ritrovata proprio grazie alla bicicletta e che non mi hanno mai abbandonato venire. Da quelle parole del non poter più fare nemmeno 20 metri di corsa, qualcosa dentro me, mi diceva di prendere uno zaino e camminare. E così feci, con timore ma con fede.
Cosa hai fatto esattamente?
Quei 20 metri di corsa non fatti si sono tramutati in 1200 chilometri a piedi lungo il Cammino di Santiago di Compostela. Il cuore faceva non sempre si comportava a dovere, le paure mi aiutavano a non strafare ma la speranza di poter guarire, era sempre nel mio animo. Così l’anno successivo, decisi di togliere le scarpe da cammino e infilare quella da bici per potere giungere a Lourdes a ringraziare di poter vivere una nuova vita. In solitaria ho attraversato con i suoi 5080 chilometri i luoghi di Fede Lourdes, Santiago, Fatima ed in quest’occasione ho ritrovato “la mia Fede”. L’anno successivo, ancora in solitaria con la mia bicicletta, Torino – Gerusalemme con 6602 chilometri di silenzio e nelle mani di Madre Teresa , attraversando il deserto del Sinai. Quest’anno con la mia fedele bicicletta: Torino – Capo Nord e ritorno. 48 giorni e 8.000 chilometri di silenzio interiore ed ascolto a tutti quegli Angeli che ci sono vicini.
Viaggi sempre sola?
Viaggio sempre in solitaria ma con grande aiuti della provvidenza poiché non ha mai avuto problemi meccanici alla bici, mai a me stessa e quello che credo incredibile e che in tutti questi viaggi e chilometri affrontati, non ha mai forato! E qui ringrazio (vi la chiamate fortuna – io la chiamo provvidenza) poiché è vero che giro il mondo in bici ma della meccanica di una bicicletta, non ne so proprio nulla. Sarebbe meglio se in futuro mi cimentassi almeno un po’ a prendermi cura di ”lei”.
Ti è mai capitato qualche episodio spiacevole?
In tutti i miei viaggi sulla sella della bici, non ha mai incontrato grossi pericoli, a volte spiacevoli incontri come in Giordania con bambini palestinesi che mi lanciavano le pietre o al Cairo dove ho dovuto fermarmi forzatamente per 5 giorni da problemi con la mafia locale. Di ogni situazione che può sembrare negativa, come il partire alle 5 del mattino (del viaggio verso Capo Nord) e come primo sforzo ancora un po’ addormentata il dover pedalare su quella salita di 10 chilometri al 18 e poi al 22% pure sotto una pioggia dirompente a in compagnia di un freddo pungente, non ne faccio un momento negativo ma penso sempre che può essere un insegnamento al mio cammino di vita. O anche quei giorni di caldo estremo nel deserto del Sinai, a temperature di 68 gradi e accamparmi con un sacco lenzuolo per terra e passare lunghe notti in solitaria a stomaco pressoché vuoto, ancora una volta vedo questi momenti con occhi positivi.
Ti prendono per “matta” a casa?
Si, chi mi conosce dice che sono incosciente ma io, nel mio piccolo so che non è pazzia ma è il saper lasciarsi nelle mani della Fede e della sua Provvidenza. Un cammino non facile ma che ho scoperto ed affrontato proprio con la mia bicicletta. Da qui nasce la passione per salire in sella e… partire!
Ma un po’ di allenamento lo fai?
Come affronto questi viaggi? Ovviamente non parto senza aver pedalato almeno un po’ prima del viaggio ma non seguo assolutamente allenamenti specifici o anche solo la parola allenamento. Quando prendo la bici è sempre per piacere e mai per sforzo o dovere. Non ho particolari tabelle di alimentazione anzi sono vegetariana (no carne no pesce), non mangio latticini e derivati per una forte intolleranza e non mangio carboidrati complessi come pasta, riso, pane e dolci vari. Vi chiederete o mi chiederai: cosa mangi e/o come puoi pedalare per tanti chilometri così come fai? In questi anni, per convivere con la mia malattia ho “allenato” il mio corpo a un alimentazione semplice ma efficace e la mente ad affrontare ed accettare i limiti che tutti abbiamo.
Quando si arriva ad accettare una problematica o un limite, la porta si apre.
Una frase?
La vita non è una lotta ma è un dire grazie ed imparare ad accettare.
Tutte le foto

http://www.facebook.com/IoLaMiaBiciEIlMondo


Spesso affianco a noi ci sono delle persone fantastiche e non ce ne rendiamo conto, amare gli altri vuol dire amare anche noi stessi. 

venerdì 19 ottobre 2012

Contro i furti di biciclette a Torino

Ho ricevuto questa mail e credo sia molto interessante:

Ciao, sono un Ispettore della municipale di Torino ma soprattutto un biker sfegatato...visito spesso con interesse il Vs sito e seguo le Vs iniziative.
Mi sto recentemente occupando di un'indagine sui furti di biciclette in città e mi sarebbe molto utile (e lo sarebbe a tutta la categoria) acquisire più informazioni possibili, segnalazioni, denunce, etc... relative a questo fenomeno.
A tale scopo, quindi, vi chiedo se mi date una mano a diffondere l'appello in modo che eventuali vittime di furti recenti o chiunque possa fornire "elementi utili all'indagine" (come si dice in gergo!) possano convergere su di me.
Potete trovarmi al Comando di Via Bologna n° 74, Nucleo di Prossimità - tel. 011.4434308-300; e-mail: PMPROXI@comune.torino.it o civich71@hotmail.com
Grazie

Adriano Petti

unitamente interessante leggere anche questo articolo del quotidiano "La Stampa" 




Meno male........

domenica 14 ottobre 2012

LE CICLOFFICINE POPOLARI

La diffusione e l'utilizzo di massa della bicicletta può liberare la metropoli dalla dittatura dell'automobile. Didier Tronchet nel suo piccolo trattato di ciclosofia diceva : " Dall'alto della bicicletta il mondo è diverso innanzitutto, proprio grazie all'innalzamento del punto di vista. Il ciclista è indiscutibilmente fuori dalla mischia. Busto eretto, mento in alto,  il ciclista fluttua al di sopra della moltitudine, senza disprezzo, ma senza nemmeno curarsi delle desolanti contingenze della terraferma." La bicicletta come stile di vita, diventa così importante avere un luogo dove è possibile riparare, recuperaree immaginare  una bicicletta. Nascono così le CICLOFFICINE POPOLARI che oltre di occuparsi della parte tecnologica sono anche un luogo dove si sviluppano punti di riflessione sul consumo e sugli stili di vita, sulla mobilità e sui trasporti e sull'intero sistema mondo sull'impoverimento e sfruttamento delle risorse del pianeta. Le ciclofficicne sono autogestite e senza scopi di lucro. Nascono dall'iniziativa di quei ciclisti urbani che hanno fatto della bicicletta uno stile di vita basato sulla necessità del recupero e del ricilo dei materiali, sull'efficacia della lentezza, sul rispetto delle diversità e sullo scambio di conoscenze all'interno di strutture orizzontali. Questo fenomeno si è sviluppato in tutto il mondo, dando così a qualsiasi ciclista urbano che affronta un viaggio di poter trovare un luogo dove poter esprimere il suo pensiero e avere l'assistenza necessaria. Nei laboratori delle Ciclofficine Popolari  possiamotrovare l'esperienza di soci esperti messa a disposizione di chi non la ha, per poter acquisire la consapevolezza nell'utilizzo di questo nobile mezzo, ma sopratutto essere indipendenti e in grado di intervenire in modo mirato in caso di guasto. Anche se l'essenza è questa, si  è aperti anche a tutti coloro che non hanno tempo per autoriparare la propria bici e preferiscono affidarla ad altre persone che le riparino per loro, lasciando un'offerta comminsurata al lavoro svolto. Molte officine ciclomeccaniche scartano a priori alcune riparazioni su biciclette molto vecchie perchè antieconomiche, nelle ciclofficne queste riparazioni diventano realizzabili grazie alla passione certosina dei riparatori. Questo tipo di attività coniugato con la creatività di questi laboratori, ha come effetto collaterale la nascita di nuovi ed unici modelli di biciclette.

L' automobile è un mezzo ormai obsoleto. Entra anche tu in una Ciclofficina e vivi la tua veloruzione!




sabato 13 ottobre 2012

MASSA CRITICA - storia e obbiettivi-

Il primo evento di Massa Critica ci fù il 22 Settembre del 1992 e divenne Critical Mass dal secondo incontro.Infatti al primo appuntamento erano solo 40 persone raddopiate solo al secondo incontro. Questa idea nacque in realtà da George Bliss mentre si trovava in Cina, notò infatti che sia i ciclisti che i motociclisti si fermavano agli incroci di grosse arterie autostradali aspettando che il loro numero divenisse critico in modo tale da attraversare  il tratto in tutta sicurezza. Una massa che si muove compatta e inesorabile. Il termine massa critica è utilizzato, infatti, anche dai sociologi che sostengono che una rivoluzione sociale sia possibile solo dopo che una quantità critica di supporto popolare sia assicurato. Questo concetto è il fondamentale di chi partecipa alle Critical Mass, ovvero la convinzione che il miglioramento della mobilità urbana si possa migliorare solo grazie all'uso delle biciclette e di tutti i mezzi alternativi rispetto all'uso privato della automobile. 
La Critical Mass esprime al massimo il concetto di libertà della bicicletta infatti non ci sono gerarchie, tesseramenti, quote di partecipazione  o organizzazioni di eventi, ma solo la certezza di una data di incontro alla quale si può partecipare senza nessun vincolo. Il percorso stesso non è mai organizzato ma deciso sempre all'ultimo momento, affidandosi spesso all'esperienza dei partecipanti che propongono percorsi a loro conosciuti, magari portando anche cartine e fotocopie che possono donare ai partecipanti affinchè ne possano avere traccia per il futuro. Un ordine interno e difensivo all'interno delle masse critiche e spontaneo c'è, infatti alcuni partecipanti volontariamente fermano il traffico mettendosi davanti alle macchine, tutelando così la compattezza del gruppo difendendolo da tutti i mezzi motorizzati. Questo permette al gruppo di appropriarsi anche di spazi che spesso sono riservati al transito dei mezzi motorizzati.Proprio perchè rappresentazione di una libertà oltre al concetto di ciclabilità urbana, si possono sviluppare all'interno degli incontri scambi culturali di pensieri individuali o di altre lotte sociali che si possono trovare valido sostegno all'interno del Gruppo dei partecipanti. Proprio per marcare l'importanza della massa, spesso si trasgredisce alle regole, ma stà ai partecipanti limitare che la contestazione da costruttiva sfoci in fenomeni di violenza e di disagio per gli stessi partecipanti. Pochi partecipanti non riescono a dare luogo a una buona Critical Mass, in alcune città la partecipazione è talmente alta e sentita che l'invasione è assicurata.

giovedì 4 ottobre 2012

Domenica 7 Ottobre 2012 : "PEDALATA PORTICI DI CARTA"


PEDALATA PORTICI DI CARTA domenica ECOLOGICA 7 ottobre

Nella DOMENICA ECOLOGICA del prossimo 7 ottobre 2012
Bici&Dintorni Fiab Torino nell’ambito della manifestazione   propone una pedalata non competitiva sulle piste ciclabili cittadine aperta a tutta la cittadinanza.  Ritrovo ore 9.30 in Piazza Statuto Monumento Traforo Frejus.                                        Sarà possibile aggregarsi al gruppo in qualsiasi momento lungo il percorso. All’arrivo in P.zza San Carlo sarà fatta una foto di gruppo, si suggerisce quindi di portare con voi un libro da esibire durante la foto e dar vita ad un grande e nuovo fenomeno il “BIKE BOOK CROSSING”. leggi il programma
Conduce la pedalata Leo Giglio.
Una pedalata da non perdere....


venerdì 28 settembre 2012

ATTENZIONE AUTOMOBILISTI : la web cam è nel casco

Ormai la web came nel casco è diventata di largo uso, sopratutto per chi fà cicloturismo per immortalare momenti da ricordare mentre si pedala o per i bikers per riprendere un'avventurosa discesa in mountain bike. Un londinese Ben Porter ha utilizzato questo strumento per ottenere giustizia nei confronti di un'automobilista gli aveva tagliato la strada si era fermato sceso e iniziato ad insultarlo, per poi risalire in macchina e andarsene, pensando che l'avesse fatta franca. Peccato che la web came aveva ripreso tutto compreso la targa e il modello dell'autovettura. Il ciclista non si era fatto male ma comunque non riteneva giusto il tipo di comportamento per cui ha denunciato l'automobilista allegando il filmato. Il giudice ha ritenuto il filmato una prova sufficiente per condannare l'automobilista a 350 euro di nulta e 5 punti dalla patente. Per cui automobilisti state attenti a come vi comportate e noi ciclisti pensiamo a sistemare al meglio i nostri caschetti